- Forse ho capito! - esclama Marta mentre scaccia con la mano una grossissima zanzara che le ronza intorno.
-
Beata te, perché io non ci capisco niente! - mi lamento sconsolato,
guardando le mie snakers di marca tutte inzaccherate e levandomi
un'orribile sanguisuga dalla caviglia scoperta.
- La macchina da scrivere deve avere poteri straordinari e ha funzionato come una macchina del tempo.
- Grandioso! - commento io - Pensa che avrei preferito affrontare la verifica, che infilarmi dentro la storia stessa. -
-
Tu per sbaglio hai scritto il nome che gli antichi Romani davano a
questa zona spesso paludoso a causa delle inondazioni del nostro fiume.
-
- L'Olona? Be', almeno allora non era inquinato. Quindi siamo in
epoca romana? Allora dubito che troveremo un'altra macchina da scrivere
per tornare nel presente. - La mia amica perde per un momento tutto il
suo entusiasmo storico e sembra più sconfortata. Allora prendo in mano
io la situazione e, aiutandoci a vicenda, veniamo fuori da
quell'acquitrino.
Ci guardiamo intorno. L'aria è fresca; sembra di
essere in primavera. Alcuni grossi pesci guizzano ogni tanto fuori
dall'acqua del fiume che scorre poco più in là ed altri uccelli di
palude un po' nascosti dalle alte canne setacciano il fondo col becco
in cerca di cibo.
Apparentemente non c'è traccia di presenza umana, almeno non se ne vedono dal nostro punto d'osservazione.
- Sei sicura che siamo in epoca romana? - domando incerto - non vedo monumenti o altro. -
-
Non è detto che i Romani avessero già conquistato questa parte della
penisola. Sicuramente siamo nel periodo in cui qui c'era la palude. -
Facciamo
pochi passi verso la parte più alta della sponda e notiamo in
lontananza un filo di fumo alzarsi in cielo. Forse è il segno di un
focolare umano. Alle nostre spalle invece c'è una fitta foresta.
-
Se davvero ci troviamo sul nostro territorio come si presentava tremila
anni fa, potrebbero esserci delle popolazioni scese da Nord dell'Europa
che vivono in capanne o su palafitte. Troviamo un guado e andiamo a
dare un'occhiata dall'altra parte dell'Olona. - propone Marta.
-
Ma stai scherzando? - le rispondo subito io allarmato - chissà come si
spaventeranno vedendoci e poi... non sapremo di sicuro parlare la loro
lingua. Ascolta me: per ora rifugiamoci nel bosco. -
Purtroppo
sentiamo un rumore sempre più forte e impressionante che si avvicina.
Guardiamo verso sud e vediamo un branco di cavalli selvaggi che si
precipita al galoppo lungo la costa erbosa su cui ci troviamo noi. La
situazione si fa molto rischiosa. Marta ed io dobbiamo decidere al più
presto. Che fare?
Andiamo in cerca di un villaggio guardando il fiume: vai a paragrafo
3Ci rifugiamo nella foresta: vai a paragrafo
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