Ecomuseo del Paesaggio

 Mappa interattiva della ComunitÓ di Parabiago

In esecuzione:
piazza libertÓ a S. Lorenzo
( luglio 2007)


Per approfondimenti

pagine correlate:

- Il Tramvai a S. Lorenzo


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Mappa: (C) 2007 Patrizio Croci





Toponomastica nei documenti ufficiali:


- S. Lorenzo (1754)
- S. Lorenzo (1754)
S. Lorenzo

sanlorenzo
L'attuale Piazza LibertÓ nel 1940. Si noti la vecchia chiesa lungo la strada del Sempione che venne in seguito demolita.

San Lorenzo (San L¨rens in dialetto insubre) Ŕ una frazione del comune di Parabiago in provincia di Milano. ╚ posizionata lungo la Strada Statale 33 del Sempione, divisa dal capoluogo comunale tramite il fiume Olona ed il Parco dei Mulini.
Il nome della frazione deriva da San Lorenzo martire, al quale probabilmente era dedicata una cappella votiva in epoca remota; durante gli ultimi decenni di esistenza dell'Impero romano e nell'alto medioevo, anche l'Alto Milanese non era risparmiato dalle invasioni barbariche, bisognava quindi proteggere i passanti che percorrevano le vie di comunicazione, dunque nell'antico avamposto sulla strada Mediolanum-Verbanum che collegava Milano allo scalo lacustre di Angera oggi chiamata S.S. del Sempione, forse venne edificata una cappella o addirittura una primitiva chiesetta dedicata al Santo. 

La frazione dovrebbe avere origini durante il periodo celtico come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici della dominazione romana. Sono invece numerosi reperti archeologici come tombe (raggruppate in una importante necropoli), monete ed altri oggetti, tra i quali la Patera di San Lorenzo, scoperta nel 1877, risalenti tutti ai primi secoli dopo Cristo; probabilmente San Lorenzo era un avamposto sull'antica strada Mediolanum-Verbanum.

Del medioevo non sono giunte notizie rilevanti, eccetto per l'antica chiesa di San Lorenzo, menzionata da Goffredo da Bussero nel Liber NotitiŠ Sanctorum Mediolani (1289). Proprio l'antica chiesa lungo il Sempione venne demolita in epoca barocca, per costruirne una seconda sul medesimo luogo (1671), poi demolita nel XX secolo. Talvolta la frazione nel periodo medioevale, veniva denominata Cassina San Lorenzo.

Nel 1880 fu aperta la tramvia Milano-Legnano-Gallarate, che correndo lungo il Sempione, attraversava quindi anche la frazione, con una fermata nell'attuale piazza della LibertÓ. Fu soppressa nel 1966.

Agli inizi del XX secolo, la frazione, nella quale nacquero ben due sindaci di Parabiago (Celestino Zerbi dal 1899 al 1900 ed Andrea Moroni dal 1907 al 1920), tent˛ la via dell'autonomia dal capoluogo comunale e la conseguente costituzione a municipio indipendente, ma le ragioni portate avanti non vennero prese in considerazione e tali proposte vennero "bollate" come causa di rivalitÓ campanilistiche. Come esempio delle critiche all'autonomia sanlorenzese, pu˛ essere presa in considerazione l'ammonizione di Don Marco Ceriani nella sua Storia di Parabiago, vicende e sviluppi dalle origini ad oggi (1948).

Nel 1922 sorsero le scuole elementari composte di due sole aule, un anno dopo veniva inaugurato il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale nell'attuale piazza della LibertÓ; mentre nel 1933 il collegamento con il capoluogo comunale, viene rafforzato dalla ricostruzione del ponte sull'Olona in cemento armato, che precedentemente era in legno. Infine nel 1987 entr˛ in funzione la Scuola Media Statale di via Milano edificata in un'area di circa 9000 mq, con annesso piazzale antistante e palazzetto dello sport, dove si svolgono tra le altre le partite casalinghe del Volley Parabiago e del Volley San Lorenzo.

A San Lorenzo in passato ebbero sede due collegi privati. Il primo fu istituito nel 1778 da Don Giacomo Prandone (1745-1820), figlio di un farmacista parabiaghese ed ex consigliere di Carlo Francesco Maggiolini (figlio di Giuseppe Maggiolini); sito in una modesta casa e con pochi allievi, specializzato in letteratura e scienze, venne sciolto dopo la morte del prelato. Il secondo fu istituito il 16 settembre 1817 da Don Giacomo Barbaglia, ex insegnante del Collegio Cavalleri in Parabiago, successivamente al permesso concesso dal Regio Governo; fu collocato nella casa privata del Barbaglia. Don Barbaglia chiedeva una retta mensile di 43 lire, vitto ed alloggio compresi, insegnava agli allievi soprattutto la grammatica, per abilitarli ai seminari ed ai licei.

(tratto da Wikipedia)

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